13/10/2007

Che vita!

Che vita!!!

Sono qui, che penso al momento in cui ho cominciato ad intraprendere la strada della pubblicità e della grafica, allora, bastava una telefonata, era sufficiente lavorare "di qualità" che, immediatamente, ti si aprivano le porte, grandi o piccole, ma ti si aprivano. Possibilità numerose di collaborazione, possibilità di crescita, chiaramente, serviva farsi la gavetta, come per tutti i ruoli che si rispettino, ma il mondo sembrava dei volenterosi, dei creativi, quelli veri e, di chi davvero aveva voglia di competenza e specializzazione, una garanzia di riuscita per il futuro.

Ho intrapreso la mia carriera cominciando con piccolissime collaborazioni presso studi tecnici e tipografie, poi, fotocomposizioni, fotolitografie, ma ognuno aveva e manteneva le sue competenze, non ci si pestavano i piedi, ci si rispettava ai massimi livelli.

La mia esperienza cresceva e, avevo moltissima voglia di passare oltre, entrare nel "vivo" della mia ricerca professionale... ed ecco l'agenzia di pubblicità! Prima come esecutivista, poi, come creativa, bellissime esperienze, tutte e tre, di crescita, di lavoro in team, di sgridate, lavate di testa e, anche complimenti, battaglie con i colleghi uomini, per via del maschilismo ancora molto forte in questi ambienti...

Tutto valeva la pena, perchè la qualità pagava!!!

Poi, un giorno, ho avuto il coraggio di aprire uno studio tutto mio, il coraggio di intraprendere la strada commerciale e creativa insieme, con un unico fine: rivolgermi alle aziende emiliano romagnole, prenderle sotto la mia ala e, farle crescere! Inizialmente, i primi anni, era divertentissimo fare telemarketing per chiacchierare e conoscere le realtà più variegate; era come assaporare un gustosissimo gelato, mai squagliato, sempre allegro e fresco!.
Poi, negli anni e, con l'avvento dell'euro, è cominciato il caos!
Le aziende piccole chiudevano, quelle medie dimezzavano il budget, oppure, si rivolgevano all'amico dell'amico dell'amico per realizzare la pubblicità (tanto costa poco, tanto cosa mi serve?)...
Ho trascorso mesi a convincere il cliente che, la qualità paga, la qualità serve, è l'anima del commercio, portandogli anche esempi molto calzanti legati al suo settore, ai suoi competitor.
Spesso la situazione migliorava, ma poi, la crisi è aumentata, vuoi il governo, vuoi l'euro, vuoi il cugino col PC nuovo (neanche un Mac, un PC!), tutto è andato peggiorando!

Anche le campagne pay-per-clic che, prima sortivano il loro effetto quasi immediatamente, danno scarsi risultati e, spesso e volentieri, non oggettivamente interessanti o sostanziosi.

E allora che fare, quando, nel 2007 ti propongono la pubblicità gratuita? Quando, nel 2007 si pubblicizzano su un noto motore di ricerca dicendo che realizzeranno il tuo sito GRATIS?
Non possiamo eliminarli, ma non vogliamo farceli amici...
La qualità, quella famosa qualità e quella fantomatica specializzazione di cui si parlava soltanto qualche anno addietro, dove caspita sono finite? DOVE? Esperienza pluriennale... e a cosa serve?
Si, certo, se chiudo lo studio e divento subordinata, mi danno ben 1.000,00 Euro al mese!

E allora la fatica, la costanza, la determinazione, la volontà ferrea, doti che mi hanno portata fin qui, dove vanno a finire? Dove? Ci sono aziende che, costantemente muoiono, aziende disposte a spendere miliardi in macchine, le quali forse non sanno che, l'amico dell'amico non può salvarli dalla bancarotta!

Ciò che salva è la conoscenza! Ciò che salva sono la rintracciabilità, la mission, la PUBBLICITA' in un'azienda in crisi, che vuole crescere, e che desidera nuovamente farsi strada nel mercato!

Ma questi sono discorsi d'altri tempi!

Ma tu che ne diresti, direttore commerciale o amministrativo di un'azienda che, per l'euro, per la politica sbagliata, per la concorrenza sleale, per i cinesi, etc., ci sta rimettendo le penne?

Forza e coraggio mi dico tutti i giorni, riuscirò a convincerne almeno una, oggi! Riuscirò a spedire dove devono andare quelle aziende che, gratuitamente e delinquenzialmente, propongono servizi che tali non sono e, portano una ditta a morire commercialmente!

Provatemi il contrario, ma l'esperienza è tutto, così come la qualità e la specializzazione! Soltanto, viviamo nel momento sbagliato!

Carmen Licata

17:53 Scritto da: creative_c in blog life | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

cara Carmen, belli i primi articoli del tuo blog, riassumono bene i nostri iimpegni di donne che lavorano: la famiglia prima di tutto e (nonostante questo o proprio per questo) la grande professionalità nel lavoro.
E quando siamo stanche , che dire?
lo abbiamo voluto noi! Siamo masochiste? Un pochino si, ecco perchè invece di spingere i nostri uomoni a fare, tante volte, alla loro furba dichiarazione di incapacità, facciamo noi e il circolo vizioso si chiude sempre più e noi ci ritroviamo sempre più imprigionate dentro.
Ma non tornerei indietro per nulla al mondo!

Scritto da: liana baroni | 16/10/2007

Sono un creativo e ho un'esperienza simile alla tua. Di difficoltà ce ne sono tante, forse oggi più che in passato. Ma una cosa l'ho capita: non è tanto la qualità a contare, quanto la qualità percepita dal cliente. Purtroppo, c'è spesso una forte discrasia tra la percezione del creativo e quella del cliente(che spesso ti paga per fare quello che al limite si sarebbe potuto fare benissimo da solo). Sta a noi essere così bravi da comprendere le sue esigenze e proporgli la soluzione di comunicazione più adeguata...E' così semplice? No, perchè spesso vuole pagare un viaggio sulla luna con un biglietto dell'autobus....o in alternativa farsi accompagnare dall'amico con il cinquantino.

Scritto da: Andrea | 30/10/2007

Andrea,
grazie per aver rilasciato il tuo prezioso commento sul nostro Blog. E' vero che, come dici tu, c'è una forte discrasia tra cliente e creativo, ma è importante comprendere che, insieme ad una buona comunicazione trasmessa attraverso un strategia ad hoc, c'è anche quel budget che, purtroppo, il cliente risica sempre più (alcuni, addirittura, hanno eliminato la voce: "advertising" dal loro business plan).
Inoltre, non c'è concorrenza (perché non desidero affatto pensarla tale), ma un lavoro spietato e assurdo di chi, da qualche anno (e che, si fa chiamare pubblicitario), si propone attraverso budget indecentemente basso, per "rubarci" il lavoro.
Tu dirar: "Sta a noi cercare di trasmettere al cliente la differenza di intenti", ma io ti risponderei che, ciò non basta più, in un paese oramai sempre più provato dalle tasse, dagli stipendi troppo bassi e, da un governo che, certamente, non aiuta le piccole/medie imprese che, stanno (a parere mio, ma anche di colleghi che, gestiscono fior di agenzie!), nostro malgrado, morendo...
Caro Andrea, mi piacerebbe poter affermare che, le cose stanno cambiando, che c'è una benchè minima ripresa, che io ho torto, ma se tu guardi le persone, se tu osservi chi ha una famiglia... comprenderai che, l'Italia non si trova in un'ottima posizione...
Il bel paese... ma a chi vogliono darla a bere, ancora?
Pessimismo? Affatto, realismo, anzi iperrealismo.
Carmen

Scritto da: Carmen Licata | 30/10/2007

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